Sempre più Grease

Grande successo per lo spettacolo teatrale Ari-Grease, portato in scena dall’Aristosseno drama club nella seconda metà del mese di gennaio, presso l’auditorium Tarentum.

 Ari-Grease nasce da un’idea della professoressa Vincenza Messina,che mirava da tempo a portare in scena uno spettacolo memorabile, che fosse in grado di attirare l’attenzione di tutti.                                                       
La scelta è ricaduta proprio su Grease, musical per eccellenza, sapientemente reinterpretato dai componenti dell’Aristosseno drama club. I ragazzi si sono calati in maniera credibile nei panni degli studenti americani degli anni Cinquanta, coordinati dalla professoressa stessa che, oltre ad aver scritto i dialoghi dell’intero spettacolo, ha lavorato giorno per giorno con i ragazzi permettendo loro di perfezionarsi sempre più.           

La trama è nota. Siamo alla Rydell High School, un prestigioso liceo americano, che fa da sfondo alla storia d’amore di Danny Zuko (Flavio Ferrari) e Sandy Richardson (Serena Zingarelli): lui il classico “fighetto” della scuola, lei una  giovane australiana acqua e sapone. I due si conoscono in spiaggia ed iniziano un classico flirt estivo, ma alla fine dell’estate Sandy deve tornare in Australia e i due sono costretti a dirsi addio, giurandosi amore eterno.
Il destino, però, gioca a loro favore: i ragazzi si iscrivono infatti allo stesso liceo, senza saperlo. Qui Sandy fa subito amicizia con Frenchie (Alessia Nocerino),che la accoglie nel suo gruppo, le Pink Ladies, capitanate dalla spigolosa, spregiudicata e trasgressiva Rizzo (Claudia Stasi). Danny, invece, fa parte di un gruppo di teppistelli, i T-Birds, capitanati dal suo migliore amico Bennie (Lorenzo Sermon).
Per evitare di apparire troppo sdolcinato e distruggere, così, la reputazione di “duro”, Danny si sente costretto a mostrarsi indifferente nei confronti di Sandy, che rimane profondamente delusa nel rivedere il suo amato nei panni di un bullo zotico e insensibile .
Nonostante un primo incontro disastroso, i due, poco dopo, tornano a frequentarsi. La loro storia d’amore vivrà alti e bassi, ma i due saranno sempre sostenuti dai rispettivi amici, che non mancheranno di aiutarli e si renderanno protagonisti di momenti divertenti e indimenticabili parentesi comiche.

Tutti i dialoghi sono rigorosamente in lingua originale, tuttavia la comprensione della messa-in-scena non risulta difficile. Tutti i performer parlano, infatti, un inglese impeccabile e, giusto per non farci mancare nulla, Serena riesce anche a riprodurre perfettamente  l’accento australiano del suo personaggio. Flavio è l’unico attore che interagisce direttamente con il pubblico, utilizzando alcune espressioni in vernacolo per tenere alto il livello di attenzione, ma soprattutto per permettere anche a coloro che non masticano bene l’inglese di comprendere appieno la storia. Brillante è la sua interpretazione nei panni di Danny.

Le canzoni sono state reinterpretate e riadattate, facendo sì che la voce di ognuno venisse valorizzata al massimo. Da brivido è la voce di Serena in Hopelessly devoted to you, ma coloro che ci regalano una performance veramente incredibile sono Lorenzo e Claudia in There are worst things I could do, in cui lei danza sinuosa sulle note della voce possente di lui. Molto convincente anche l’interpretazione di Alessia e Gianmarco Sion (Vince Fontaine) in Beauty School Dropout, brano nel quale vengono accompagnati dalle ragazze del coro. Quest’ultime si inseriscono perfettamente all’interno di ogni canzone, riuscendo a partecipare attivamente allo spettacolo.

Le coreografie presenti,seppur molto semplici, coinvolgono efficacemente il pubblico, che non può star fermo sulla sedia, si lascia trasportare dal ritmo incalzante di Summer Nights, Grease Lighting e You’re the one that I want e cerca di imitare i movimenti dei performer in scena. Nasce così una forte complicità fra il palco e gli spettatori, coinvolti in prima persona nella rappresentazione.

Il disegno delle luci è concentrato sullo spazio scenico e su chi lo occupa, creando un’interazione piacevole ed efficace. Le luci si occupano di valorizzare non solo la scena stessa, ma soprattutto la scenografia, che pur essendo essenziale, si integra perfettamente allo spettacolo, rendendo verosimile la situazione rappresentata.

Tutti i performer incarnano appieno le caratteristiche dei diversi personaggi del musical, senza cadere in una banale riproduzione macchiettistica; ognuno dona qualcosa di suo al personaggio, rendendolo unico e molto vicino allo spettatore.
Fa piacere notare con quanta passione questi artisti esordienti recitino e quanta alchimia e complicità nasca fra tutti i personaggi in scena; nessuno, infatti,viene messo in secondo piano, tutti contribuiscono attivamente a rendere magica la rappresentazione.

Mettersi in gioco e calarsi nella rivisitazione di un musical importante e “prepotente” come Grease non è facile, ma l’Aristosseno drama club ci è riuscito alla perfezione e ci ha regalato uno spettacolo indimenticabile, in grado di sorprendere e far sognare il pubblico, che rimane incantato dai costumi e dalle atmosfere create con stile e competenza. Si attende il bis.

2 thoughts on “Sempre più Grease

  1. Le coreografia dello spettacolo sono state di alta qualita. Lo stile dei ballerini fine ed elegante con quel pizzico di grinta che fa emozionare! Bravi!!

  2. Era la prima volta che andavo ad uno spettacolo in Inglese del Liceo Aristosseno. Mi immaginavo la classica recita scolastica ed invece è stato un vero e proprio spettacolo! E che bella pronuncia che avevano gli attori!! mi sono divertita!! ci verrò sempre in futuro!

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