Tabella dei diversi overshoot days in base al paese.

Il Covid ha ridotto il nostro impatto ambientale?

Nelle ultime settimane abbiamo sentito spesso parlare di riduzione dell’inquinamento a causa della chiusura delle fabbriche e del lockdown dovuti alla pandemia, ma è realmente così? Davvero basta così poco  ridurre l’impronta ambientale di un’intera nazione e salvare il pianeta?

Il 14 maggio scorso ha segnato l’Overshoot Day 2020 italiano, non tanto distante dalla data dell’anno scorso (15 Maggio). Si tratta del giorno nel quale, se tutti gli abitanti della Terra avessero vissuto secondo il nostro stile di vita, sarebbero terminate tutte le risorse che il pianeta Terra riesce a produrre in un anno. 
Di anno in anno, l’Overshoot Day giunge con sempre maggiore anticipo in molti Paesi del mondo. Si tratta di dati allarmanti, che devono far riflettere  su quanto è in nostro potere fare quotidianamente per limitare la crisi ecologica in cui versa il nostro pianeta. Proprio noi giovani, dopo aver lottato per il clima in occasione dei Fridays For Future, continuiamo a commettere errori che contribuiscono all’inquinamento.

Cartellone di FFF in una delle numerose manifestazioni.

Secondo un’inchiesta pubblicata da Greenpeace, associazione per l’ambiente e per la pace riconosciuta a livello mondiale, la prima causa di inquinamento in Italia sarebbe il riscaldamento. Spesso abusiamo di quest’ultimo pur di restare in maglietta e pantaloncini anche in pieno inverno, non badando al grave danno che arrechiamo e che potremmo evitare abbassando semplicemente la temperatura del termostato nei nostri appartamenti.

Dato ancor più interessante, al secondo posto tra i fattori più inquinanti troviamo gli allevamenti intensivi, da cui purtroppo proviene la maggior parte della carne, delle uova e del latte in commercio, soprattutto se si tratta di prodotti di multinazionali e fast-food. Anche a questo proposito, dovremmo prendere coscienza della situazione e consumare meno frequentemente tali prodotti, preferendo alimenti vegetali, che hanno un minore impatto ambientale.

I mezzi di trasporto privati sono un altro grande problema: moto e automobili vengono oggi utilizzate in numero eccessivo e più di quanto necessario; ottime alternative potrebbero essere la condivisione di mezzi con amici per raggiungere una destinazione comune, i mezzi pubblici o, ancor meglio, gli spostamenti in bicicletta e a piedi.

Prodotti eco-friendly.

I rifiuti sono, insieme alle problematiche sopra citate, uno dei fattori inquinanti sui quali abbiamo maggiore potere. Il sistema economico contemporaneo ci porta a pensare nella modalità usa-e-getta e a vedere in ogni oggetto appena usurato uno scarto, che dobbiamo gettar via e sostituire con un nuovo modello; dovremmo imparare, al contrario,  a riutilizzare o riciclare un oggetto prima di smaltirlo, ovviamente in modo differenziato e circolare. A questo proposito, è molto interessante riflettere sugli oggetti monouso o con confezioni non riciclabili che ogni giorno utilizziamo, per i quali esistono sul mercato alternative validissime: saponi, shampoo e balsamo solidi, borraccia, cannuccia in ferro o silicone, spazzolino in legno, tovaglioli di stoffa, coppetta mestruale, stoviglie non monouso o compostabili…

Le alternative sono tante, sta a ciascuno di noi scegliere di fare la differenza!

1 thought on “Il Covid ha ridotto il nostro impatto ambientale?

  1. Hai ragione Vittoria, oggi sembra quasi scontato parlare di queste cose. Purtroppo non lo è; si partecipa a tante manifestazioni ma spesso sono proprio i gesti semplici che mancano. Fai bene a richiamare l’attenzione su questi temi; le parole spese per sensibilizzare verso la cura del pianeta non sono mai troppe!!! La situazione è drammatica, ma quando vedo voi, ragazzi che vogliono fare qualcosa di concreto per cambiare rotta, mi dico che non tutto è perduto!!!! E ho speranza per il futuro.

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