La paura fa quarant…ena

La storia ci insegna che l’uomo, dai primordi sino ad oggi, è sempre stato sottoposto a sfide di tutti i generi: dalle guerre alle carestie, dalle epidemie ad altri fenomeni di tipo catastrofico. Sfide che, sicuramente, hanno segnato non solo il corpo, ma anche la mente di tutti coloro che le hanno vissute.

Sono passati ormai più di due mesi da quando l’Italia si è ritrovata in questa strana e, soprattutto, confusa condizione di quarantena, causata dal Covid-19. Solo nelle ultime ore sembra cominciare a intravedersi qualche spiraglio di libertà e allentamento della reclusione forzata.
Certamente, questa condizione potrebbe essere causa di effetti negativi a livello psicologico, sia su ciascuno di noi che sulla società considerata nel suo complesso. Quali saranno, esattamente?

Secondo gli psicologi, ne usciremo delle ferite che impiegheranno molto tempo per cicatrizzarsi del tutto.
Il 41% degli italiani rischierebbe contraccolpi sulla propria salute mentale (leggi qui, ad esempio): il futuro ci appare oggi vago, incerto, e ciò non potrà che alimentare stati di ansia, accresciuti dall’inevitabile clima di sospetto nei confronti di ogni possibile occasione di contagio – una paura, questa, che ci porta automaticamente a diffidare degli altri e a tenerci a distanza.

Di conseguenza, negli ultimi mesi è decisamente aumentata la nostra percezione di minacce intorno a noi, mentre si è verificata un’importante diminuzione del senso di benessere e della soddisfazione nei confronti della propria vita personale, nonché rispetto al rapporto con altri individui.
Tali negatività possono certamente essere alleviate da tempestivi interventi psicologici tesi alla salvaguardia della salute mentale dei singoli e al mantenimento dell’armonia sociale, affinché non degenerino in patologie più gravi, come stati depressivi potenzialmente molto rischiosi.

D’altronde, da sempre ogni grande catastrofe aiuta l’uomo a sviluppare le risorse fisiche e mentali necessarie ad affrontare i problemi. Indubbiamente, l’essere umano è portato a reagire e a trovare rimedi alla propria sofferenza, attingendo tanto a sé stesso quanto alla propria sfera sociale.
Di per sè, il fatto di provare paura ci destabilizza. Avvertiamo il timore di riabbracciare chi amiamo e l’angoscia che niente possa più tornare come prima. Non dobbiamo lasciare, però, che la paura ci paralizzi; non siamo soli, e insieme saremo in grado di trasformare la paura in una vittoria.

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