Povero diritto di stampa!

Nella Giornata Internazionale della Libertà di stampa, il 3 maggio, la redazione della Fenice ha pensato di riproporvi un articolo a tema, pubblicato sul nostro giornale scolastico due anni fa.
Si tratta di una riflessione, necessaria oggi come sempre, sull’importanza di questa libertà in qualsiasi Paese e in qualsiasi ambito, nel rispetto del diritto d’informazione della collettività. È una rievocazione che torna particolarmente attuale in questi giorni, in cui anche in un Paese emancipato come l’Italia, l’ennesima concentrazione monopolistica di alcune testate giornalistiche sembra costituire una minaccia per quella stessa libertà.
Il caso è noto: la società Exor (controllata dalla famiglia Agnelli, con sede in Olanda), i cui investimenti includono già il gruppo automotive FCA, la casa automobilistica Ferrari e la Juventus, il 23 aprile scorso ha completato l’acquisizione del gruppo editoriale GEDI dalla famiglia De Benedetti. Il potente colosso finanziario e industriale è dunque oggi anche editore del quotidiano La Repubblica, di tre radio nazionali (Radio Capital, Radio Deejay e Radio m2o) e altrettante emittenti televisive, nonché di una rosa di 13 quotidiani nazionali e locali (tra cui spicca La Stampa) e di periodici (da ricordare il settimanale L’Espresso).
Non credete sia un serio problema che un unico gruppo gestisca tutte queste testate giornalistiche? Pensate che ciò influenzi il pluralismo, l’imparzialità e la veridicità delle informazioni, oppure vi suona strano il rapporto tra questo “gioco di borsa” e la libertà di stampa? Ecco, attraverso la “riesumazione” di questo articolo, speriamo di contribuire ad animare questo dibattito con spirito critico.

Povero diritto alla stampa!
da La Fenice a.s. 2017-18

Libertà: condizione di chi può agire senza limitazioni. Una condizione così fondamentale  che occupa parte della legge fondamentale del nostro Paese: la Costituzione.

Qui, essendo un giornale, presteremo maggiore attenzione all’articolo 21, che sancisce la libertà di parola, per cui “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”

Dalla libertà di pensiero, vista appunto come la libertà di far circolare le proprie idee, discende ovviamente la libertà di stampa. Essa, secondo la Costituzione stessa, non può essere sottoposta ad alcun tipo di censura o limitazione e non dovrebbe essere manipolata o condizionata. Perciò, lo Stato (tramite l’Antitrust) dovrebbe impegnarsi ad evitare la concentrazione delle testate giornalistiche in mano a pochi grandi gruppi economici e politici salvaguardando il diritto all’informazione di noi cittadini.
In Italia, però, le cose non stanno esattamente così. Infatti, nel 2016 la casa editrice Rizzoli è stata acquisita dal colosso Mondadori, creando un gruppo che controlla circa il 40% del mercato editoriale italiano, controllando dunque il 40% delle informazioni che riceviamo quotidianamente. Effettivamente, le imprese giornalistiche hanno bisogno di ingenti capitali per sopravvivere in un settore che, in Italia, sta affrontando una profonda crisi, dal momento che il nostro Paese possiede tra gli indici di lettura più bassi al mondo (e non solo quello sviluppato!).

Dobbiamo dunque essere consapevoli che le informazioni che riceviamo sono altamente condizionate, poiché provengono in gran parte da un unico grande colosso che ha il controllo sulla diffusione di informazioni di carattere politico, economico e sociale. Dunque, da ora in poi, occhio alla fonte!


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