Una foto di Roberto Bellacicco e del gruppo di redazione dell'epoca, gentilmente messa a disposizione dall'autore.

Un omaggio da un ex direttore de La Fenice

Ci scrive Roberto Bellacicco, già studente del Liceo Aristosseno e Direttore de La Fenice nell’a.s. 2010-2011.
“Mi sono ritrovato per caso nel sito della Fenice – ci racconta il dott. Bellacicco, oggi medico chirurgo dell’ASL di Taranto – sono contentissimo che dopo tanti anni il progetto editoriale sia ancora valido e fruibile per tutti gli studenti della scuola”. E conclude: “In bocca al lupo per tutto e vi auguro di avere dalla Fenice tutto quello che ho avuto io “.

Grati per questo pensiero di un nostro illustre predecessore, siamo lieti di ricambiare gli auguri, riproponendo l’ultimo articolo scritto da Roberto per La Fenice, che racconta la lunga storia di questo notiziario scolastico – una storia della quale siamo onorati di essere oggi gli eredi pro-tempore.
Ad maiora semper!

Grazie Fenice…and see you soon!

di Roberto Bellacicco (scritto il 5 Maggio 2011)

Tutti gli studenti dell’Aristosseno sono ormai abituati da tempo a trovare sui propri banchi una copia della storica rivista studentesca della Scuola: La Fenice. C’è chi la  sfoglia per leggere gli articoli sulla scuola, chi per leggere la cronaca cittadina, chi per fare il cruciverba finale e chi semplicemente per sostenere l’unico  progetto di giornalismo studentesco dell’Aristosseno.

La prima copia del giornale del Liceo Aristosseno esce con una diversa testata (“L’Aquilone”) durante il mese di Giugno del 2003 e riporta la seguente frase augurale “Come unico aquilone legato ai nostri pensieri…”. Si tratta di un giornale decisamente diverso da quello che siamo abituati a vedere oggi nelle nostre classi.

La prima esperienza nasce come un insieme di fogli A3 in bianco e nero e con gli articoli, scritti quasi tutti dal primo storico direttore Luigi Pignatale con un taglio da quotidiano. Musa ispiratrice del Giornale d’Istituto è sicuramente la Prof.ssa Lucia Schiavone che dà il LA ad una prima (e coraggiosa) fase di sperimentazione  redazionale affiancando e consigliando il direttore Pignatale in questa prima fase e restando la storica docente tutor del progetto fino all’era del preside Salvatore Marzo.

L’anno dopo il giornale cambia nome  La fenice, suggerito dal Prof. De Florio e ispirato all’ uccello della mitologia gagliardetto del Liceo. Si inizia a curare maggiormente la veste grafica (che è sempre in bianco e nero) con una maggiore inserzione di box di vario tipo su concorsi, iniziative scolastiche e con numerosi riferimenti al sito della scuola e al sito degli studenti del Liceo Aristosseno. Vengono aumentate le pagine, inseriti diversi test e riportati i membri dello staff di redazione oltre al risultato delle elezioni studentesche all’Istituto e alla Consulta. Anche le pagine che andranno a formare la futura sezione Freetime (ovvero di sport, musica e tempo libero) vengono aumentate per una maggiore fruizione da parte degli studenti.

Sono ormai storiche le firme di questi numeri: oltre al solito Pignatale, abbiamo Giuseppe Bobbio, Damiana  Novellino, Giuseppe Lo Muzio e il futuro direttore Luigi Marzio. Con Luigi Marzio Direttore (2005) e Alessandra Caretti vice La Fenice si avvicina maggiormente alla Scuola e introduce per la prima volta la copia a colori. I giornalisti iniziano a partecipare più attivamente a vari concorsi esterni di giornalismo alcuni dei quali vengono vinti e le cui targhe di premio  sono tutt’oggi esposte al secondo piano vicino al laboratorio di informatica due, storica sede di redazione.

In tutta questa prima fase le copie della Fenice vengono stampate a scuola grazie alla stampante del laboratorio. I rapporti tra il gruppo redazionale e la presidenza sotto la dirigenza Sportelli sono sempre stati molto cordiali tanto che l’allora Preside arrivò a definire i ragazzi della Fenice come: “ I migliori ragazzi della scuola”. “La verità – mi confida  Francesco Fico, altro storico direttore della Fenice – è che il preside approvava il progetto ma non se ne interessava più di tanto affidando la completa gestione nelle ottime mani della docente tutor”. È proprio Francesco Fico, coadiuvato da Nicoletta Tripaldi e da Alessandra Caretti a prendere il testimone e portare la Fenice negli anni di maggior sviluppo editoriale, grafico e propagandistico della “prima Fenice” anche grazie ad una nuova veste grafica (i celebri rombi, quadrati e cerchi) curati da Luigi D’Andria e Alessio Galati prima e da Simone Cito poi.

Sempre in questa fase gli articoli della Fenice iniziano ad interessarsi a temi sociali, culturali, letterari  e della legalità, da sempre “pallino” della prof. Schiavone.
Inizia la corposa pubblicazione di dossier sull’antimafia, di testimonianze di vita e di articoli su eroi della lotta alla criminalità organizzata.

L’anno dopo (2007-08) la tendenza continua e il direttore Fico viene affiancato da Rossana Chiriatti e Mino Delli Santi per poi essere sostituito di fatto (gli impegni scolastici incombevano) dal nuovo che avanzava: i direttori Sacha Fumarola ed Eleonora Masi (i miei primi direttori, ndr).

L’anno scolastico 2008-09 vede l’entrata in redazione di un nuovo gruppo di giovani aspiranti giornalistici provenienti dalle fila della Schiavonesca III H, gruppo di cui mi onoro di far parte e che darà inizio l’anno dopo alla “seconda fase” della storia della Fenice.
I due direttori Masi e Fumarola riformano la veste grafica grazie alle geniali produzioni grafiche dei grafici (III H) Marcello Quarta e Giuseppe Galasso, che portano La Fenice ad una qualità grafica mai vista prima di allora. Il rapporto col nuovo preside, Antonio La Teana, è freddo, si pensa che i tempi siano maturi per una svolta nel segno dell’autonomia di stampa, ma il Giornale riesce comunque ad assicurare al Liceo la triplice uscita annuale.

Durante l’anno scolastico successivo (2009/10), la svolta.
Inizia,come amo chiamarla, la seconda fase della Fenice non perché mi vede direttamente protagonista ma perché il giornale subisce cambiamenti in ogni veste, da quella grafica (affidata ai superlativi grafici Quarta e Galasso) a quella editoriale a quella manageriale. Sotto la direzione Caramia – Leo e la vicedirezione di Bellacicco-Gentile il giornale per la prima volta diventa autonomo (il rapporto con la presidenza e la segreteria erano ormai completamente  logorati) con il solo supporto della storica docente tutor. Per la prima volta, in vista degli incrinati rapporti con la dirigenza del Liceo, il Giornale cambia il proprio stesso statuto (rielaborato dal sottoscritto) affermando la più completa indipendenza, anche economica, dalla scuola. Il Giornale viene dunque finanziato grazie a degli sponsor esterni e viene stampato da una ditta di Roma con conseguenze grafiche superlative.

Alla prima uscita (alla festa di Aristosseno For Africa del 2011) non credevamo ai nostri occhi: La Fenice era rinata per l’ennesima volta! Io che ho vissuto quei momenti in prima persona posso testimoniare come La Fenice di quell’anno sia stata praticamente inventata, perfezionata e innovata nelle ore di allenamento della palestra che Antonio Caramia, Marcello Quarta ed io frequentavamo.
È sicuramente l’anno più prolifico: ben tre numeri più un numero speciale legato alla legalità (la longa manus Schiavonesca) dedicato ad un concorso. Alla fine dell’anno La Fenice si apre al mondo giornalistico esterno promuovendo un ottimo convegno sul Giornalismo e i giovani con relatori Walter Baldacconi (studio 100) e Luisa Campatelli (Corriere del Giorno) e andando in tv a promuovere la grande ondata della Fenice in tutta Taranto (I direttori Caramia- Leo su Studio 100 e il sottoscritto a Blustar).
L’anno dopo (siamo ormai giunti all’anno 2010/11) vede l’entrata in redazione di un gran numero di giovani del Liceo guidati dalle due direttrici Maragno-Castellano. Per la prima volta La Fenice diventa un progetto completamente studentesco!
La novità del nuovo anno è proprio una maggiore “gioventù” con l’inserimento di numerosi ragazzi di primo e di secondo e con un approccio meno “adulto” e più giovanile rispetto agli anni scorsi, stile criticato da molti docenti  ma incentivato dal preside Marzo che sarà il preside più attento ed entusiasta del lavoro redazionale nell’intera storia del liceo.

E adesso? Restano ancora tante e tante pagine di Fenice da scrivere e tocca a voi studenti del Liceo (con L maiuscola) farlo.
Questo è, in fondo,  un articolo di commiato, l’ultimo da interno.

E’ un mio personale omaggio alla storia di un pezzo importantissimo del nostro liceo. Fate in modo che questa storia possa continuare; sempre più in alto, sempre più importante. E spero che questo progetto possa essere per voi  quello che è stato per me: una grande esperienza di Vita.  

Grazie Fenice…and see you soon.

3 thoughts on “Un omaggio da un ex direttore de La Fenice

  1. Che emozione rileggere quest’articolo. Mitico Bob. Un grande in bocca al lupo alla nuova redazione della Fenice. Fate tesoro di queste esperienze, le ricorderete per sempre.

  2. Grazie Roberto per il tuo prezioso intervento: ci hai ricordato perché amiamo ripetere: “La storia siamo noi…”
    La storia è stata sempre scritta dalla “meglio gioventù” che ha saputo arricchire la comunità di passione e di bellezza, di creatività e di nuovi progetti di vita, di visioni di futuro e di sviluppo, crescendo nel luogo che più di ogni altro riesce ad offrire queste opportunità: la Scuola. Grazie a te, Dottor Bellacicco, e a tutti gli studenti che rendono più bella la nostra Città.
    Il Preside Marzo

  3. Grazie, Roberto, grazie Ragazzi carissimi tutti, per gli anni di condivisione di quell’ allegra, seria curiosità che ci faceva una Redazione ma anche una Famiglia. Buon lavoro agli ottimi attuali Redattori!

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